BaldisserottoAlbero genealogico della famiglia

Archivi di Stato e parrocchiali in Veneto

Ecco il quadro aggiornato per la ricerca genealogica in Veneto prima del 1850.

Il punto chiave: tre periodi, tre archivi diversi

Prima del 1850 il Veneto ha cambiato più volte regime, e ognuno ha lasciato registrazioni in luoghi diversi. L’Archivio di Stato di Rovigo lo spiega bene: per trovare gli atti di nascita, matrimonio e morte bisogna cercare in archivi diversi a seconda del periodo. Non basta quindi cercare nelle parrocchie per tutto il periodo prima del 1871.

Periodo austriaco (1815/1816–1871): esistono due copie

Nel Regno Lombardo-Veneto le registrazioni erano affidate ai parroci: dal 1 luglio 1815 per i matrimoni e dal 1 gennaio 1816 per nascite e morti. I parroci dovevano produrne due copie. Un registro restava in parrocchia; l’altro, su fogli volanti, era inviato alle Delegazioni provinciali e poi alla Curia vescovile.

In pratica, se il registro parrocchiale è perduto, danneggiato o illeggibile, conviene cercare il duplicato nell’archivio storico diocesano. Bisogna anche ricordare che in epoca austriaca le registrazioni dipendevano dalla parrocchia, che non sempre coincide con il territorio del comune.

Diocesi da considerare: Venezia, Padova, Treviso, Vicenza, Verona, Vittorio Veneto, Belluno-Feltre, Adria-Rovigo, Chioggia. Alcuni comuni veneti dipendono però da diocesi con sede fuori regione, come Concordia-Pordenone o Trento.

Periodo napoleonico (1806–1815): stato civile comunale negli Archivi di Stato

In questi anni i Comuni tenevano registri civili, e i duplicati sono negli Archivi di Stato, in parte già online sul Portale Antenati (antenati.cultura.gov.it):

Gli atti napoleonici di morte e di matrimonio sono preziosi perché spesso riportano età e paternità di persone nate nel Settecento, facendo da ponte verso i registri parrocchiali più antichi.

Prima del 1806: le fonti ecclesiastiche

Per il Settecento e oltre si torna ai libri parrocchiali. I registri parrocchiali e gli stati delle anime, compilati dai parroci a partire dal Concilio di Trento e talvolta anche prima, sono il punto di partenza per ricostruire le famiglie. Gli stati delle anime sono particolarmente utili perché fotografano l’intera famiglia convivente, casa per casa, con le età.

Strumenti per orientarsi:

Fonti indirette utili prima del 1850

Liste di leva

Sono organizzate per classe, cioè per anno di nascita, quindi coprono anche uomini nati prima del 1850:

Atti notarili

Testamenti, doti e compravendite nominano spesso più generazioni. Per Vicenza esiste una banca dati dei notai con atti dal 1361 al 1914, che copre anche alcuni comuni delle province di Treviso, Belluno, Padova e Venezia. Ce n’è un’altra sui testamenti dal 1408 al 1850 circa.

Censimenti urbani

I “ruoli della popolazione” di Rovigo, limitati alla città, restano validi per il periodo austriaco. Anche Treviso ha documentazione su anagrafe e censimenti dal 1806.

Catasti ed estimi

Il catasto napoleonico, quello austriaco e gli estimi della Repubblica di Venezia sono conservati negli Archivi di Stato. Permettono di collegare famiglie e proprietà e di distinguere rami omonimi dello stesso cognome nello stesso paese.

Indicazioni pratiche

Conviene procedere a ritroso senza salti. Dall’atto più antico già trovato si ricavano età e paternità, e si cerca la generazione precedente nel periodo corrispondente. Per il 1816–1871 la parrocchia è il primo interlocutore e la curia è il ripiego. Per il 1806–1815 si parte da Antenati. Prima ancora si torna ai libri parrocchiali e agli stati delle anime. Per trovare le parrocchie resta utile www.parrocchie.it.